Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, Mondadori, Milano, 2011 (1a ed. 1947).

COP_Calvino_Sentiero nidi ragno.inddSubito dopo la guerra, Italo Calvino scrive il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, ambientato nell’ambito di quella lotta partigiana che era da poco terminata e alla quale l’autore aveva preso parte.

Potremmo dire che il protagonista principale del racconto è Pin, un ragazzino sboccato e smaliziato, aiutante di un ciabattino, che ama frequentare più gli adulti che i propri coetanei, interessarsi a quel mondo di cui non capisce molto, soprattutto per quel che riguarda le donne, e che per vari motivi si ritrova ad un certo punto a essere membro di una strana brigata partigiana, composta da personaggi talvolta strani, ognuno con un proprio motivo nel prendere parte alla guerra – chi ideologico (come il liberale Zena il lungo, o il cuoco trotzkista), chi personale, chi perché ama le armi e, in fondo, una parte o l’altra non fa differenza. La compagnia è composta da quelli che sono ritenuti, in un certo senso, “scarti” da parte dei comandanti della resistenza, ma che comunque prendono parte alle azioni contro tedeschi e fascisti.

Il filo narrativo del racconto resta, certo, incentrato sul giovane Pin e sulla sua pistola, rubata all’amante tedesco di sua sorella e nascosta in un luogo che conosce solo lui, e che lo fa sentire grande, importante, nei momenti di rabbia e solitudine che incontra in questo strano ma affascinante mondo di grandi in guerra; attorno a Pin però si intrecciano le storie del Dritto e della sua storia d’amore con la moglie del cuoco della brigata, del Cugino, di Pelle il traditore, di Zena il lungo, dei fratelli calabresi e di altri anti-eroi, riuscendo, come scrive Cesare Pavese in un articolo su L’Unità nel 1947 (allegato al testo, in questa edizione, come postfazione, assieme alla prefazione dello stesso Calvino del 1964) a «mettere nelle parole tutta la vita che si respira a questo mondo, comprimercela e martellarla», utilizzando molti dei suoi ricordi e della sua esperienza di vita per offrire una spaccato oggettivo, ma non freddo né distante, anzi pregno di vissuto, di un piccolo pezzo della resistenza italiana.

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947

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