Un’altra trappola per allocchi: l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi

AllocchiVado subito al punto: la questione dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi che il Movimento 5 stelle vuole proporre presto in parlamento è una trappola per allocchi, in particolare per quelli del Partito Democratico, che già sono caduti nel trappolone di Grillo con la candidatura di Stefano Rodotà. Purtroppo sono cose che capitano.

Tralascio l’argomento “democratico”, per cui i ripetuti risultati elettorali del Cavaliere dovrebbero essere tenuti in dovuta considerazione. Parlo d’altro, di politica più concreta. Gli scenari sono due:

Scenario A: il Movimento 5 stelle propone l’ineleggibilità di Berlusconi, i parlamentari del Pd si accodano, Berlusconi decade dal seggio parlamentare ma un nanosecondo dopo cade il governo e Napolitano (o chi per lui) scioglie le camere. Si torna ad elezioni, il centrodestra probabilmente le vince (stando a tutti gli ultimi sondaggi, che tra l’altro di solito il centrodestra lo sottostimano), a quel punto un parlamento di centrodestra vota a favore dell’eleggibilità di Berlusconi e allo stesso tempo ci sarà un nuovo governo di centrodestra, quasi sicuramente guidato dallo stesso leader del PdL.

Scenario B: il Movimento 5 stelle propone l’ineleggibilità di Berlusconi, i parlamentari del Pd votano contro, Berlusconi resta in parlamento, si continua a governare con un esecutivo guidato da un esponente del Pd stesso e nella cui maggioranza la componente maggiore è proprio quella democratica.

Come vedete, in entrambi gli scenari Berlusconi resta in parlamento. Ora, ditemi voi, cosa deve preferire un parlamentare del Pd o un sostenitore più o meno convinto (anche di questi tempi) del Pd? Far parte di un governo in buona misura influenzabile e mantenere Berlusconi in parlamento, oppure ritrovarsi con un Berlusconi allo stesso tempo parlamentare e premier di un governo dei soli PdL ed alleati? La risposta non ve la devo dare io, credo.

I parlamentari del Pd, compresi i wannabe grillini come Pippo Civati, dovrebbero avere il coraggio di andare in tv, spiegare questa situazione e dire chiaramente (come non successo nel caso dell’elezione del capo dello Stato): “No, non voterò a favore dell’ineleggibilità del senatore Silvio Berlusconi”. As simple as that.

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