L’obbligo di leggere?

LibriOggi mi sono vergognato un po’. Ero in biblioteca, cercavo un testo e ad un certo punto mi è caduto lo sguardo sull’Etica Nicomachea di Aristotele, che è un classico della filosofia in generale, dell’etica in particolare, ed un testo precursore della virtue ethics. L’ho preso in prestito, perché, pur avendo sgobbato un po’ quando ero studente di laurea magistrale per il mio esame di storia della filosofia antica e quindi sapendo in maniera generica di che tratta, non l’ho mai letto e mi sono detto che per un dottorando in filosofia al terzo anno è cosa piuttosto grave. Tornato a casa, incuriosito da questo pensiero che certi testi non possono mancare alla lettura di chi si occupa di certe cose, mi sono messo a cercare su Google, come base di partenza e per vedere cosa dicono gli esperti (sempre che dicano), siti o blog che facessero un elenco di testi classici che devono essere letti. Ogni lista è chiaramente discutibile, allora ho deciso di farne una mia delle letture complete, parziali o in corso di testi più o meno fondamentali della storia della filosofia occidentale. Chiunque passi di qua, può dire la sua, magari confrontiamo ed esce fuori che sono un asino. Questi sono quelli che ho letto da copertina a copertina:

Platone, Eutifrone
Platone, Repubblica
Platone, Teeteto
Aristotele, De Anima
Epicuro, Epistola ad Erodoto
Agostino, Le confessioni
Pietro Abelardo, Storia delle mie disgrazie
Pietro Abelardo, Etica
Tommaso Campanella, Del senso delle cose e della magia
Niccolò Machiavelli, Il Principe
Cartesio, Discorso sul metodo
Edmund Burke, Inchiesta sul bello e il sublime
David Hume, Ricerca sull’intelletto umano
David Hume, Ricerca sui principi della morale
David Hume, Dialoghi sulla religione naturale
David Hume, Storia naturale della religione
Voltaire, Dizionario filosofico
Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale
Immanuel Kant, Critica della ragion pratica
Immanuel Kant, La religione entro i limiti della sola ragione
Immanuel Kant, Per la pace perpetua
G.W.F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto
Alexis de Tocqueville, La democrazia in America
John Stuart Mill, Sulla libertà
John Stuart Mill, Utilitarismo
John Stuart Mill, Considerazioni sul governo rappresentativo
John Stuart Mill, Saggi sulla religione
Karl Popper, Miseria dello storicismo
W.V.O. Quine, Due dogmi dell’empirismo
Paul Feyerabend, Contro il metodo
Hannah Arendt, La vita della mente

Spero di non essermi dimenticato nulla, secondo me sto facendo una figura barbina. Diciamo che questi sono i testi più importanti (forse alcuni li sovrastimo, forse alcuni dei seguenti li sottostimo, vai a sapere), poi ci sono anche scritti minori, ad esempio gli scritti teologici giovanili di Hegel, alcune opere di Erasmo da Rotterdam (l’Enchiridion su tutte), testi minori di Jeremy Bentham (il suo Frammento sul governo ad esempio), scritti di politica ed economia di David Hume e James Mill, un breve scritto di Michel Foucault sull’arte di René Magritte. Di John Stuart Mill, facendo sulla sua filosofia politica il mio dottorato, ho letto anche l’Autobiografia, interventi parlamentari, saggi brevi giovanili o scritti di attualità politica ecc. Poi ci sono opere tendenzialmente filosofiche scritte da autori che di solito filosofi non vengono considerati: ad esempio di Samuel Taylor Coleridge mi sono dedicato a Sulla Costituzione della Chiesa e dello Stato e L’amico. E il De Rerum Natura di Lucrezio, ce lo devo mettere o no nella lista? E certi testi gnostici? E Frege? Poi ci sono i testi che ho interrotto o di cui mi sono occupato a spizzichi e bocconi o di cui mi interessavano solo certi capitoli. Faccio l’elenco di quelli di cui ho letto almeno una parte consistente:

Aristotele, De Sensu et sensibilis
Niccolò Machiavelli, Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
Giordano Bruno, Spaccio della bestia trionfante
Cartesio, Il mondo o trattato sulla luce
John Locke, Il secondo trattato sul governo
Henry Sidgwick, I metodi dell’etica (in lettura)
Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici
Friedrich von Hayek, La via della schiavitù
John Rawls, Una teoria della giustizia
Robert Nozick, Anarchia, stato e utopia

Manca un sacco di roba, mi rendo conto che sono anglo-centrico e focalizzato su ‘700 e ‘800. O sono una capra, o è la manualistica che mi salva (qualcuno di voi ha mai sofferto studiando filosofia medievale sul Gilson?). O entrambe le cose, forse. Oppure, in maniera consolatoria, potrei dire che coi buoni libri bisogna prendersi il proprio tempo.

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