Crisi dei partiti? Solo quelli di centrodestra

Oltre a tante dichiarazioni sceme sulle ultime elezioni, ad esempio di La Russa (“Abbiamo sbagliato i candidati”), Cicchitto (“Pdl meglio di quanto non si dica”), Alemanno (“E’ stato referendum contro l’Imu”) e anche Napolitano (“Grillini? Non vedo nessun boom”), ce n’è una che mi a naso mi convinceva avendo io dato un’occhiata ai dati qua e là. E’ quella di Massimo D’Alema, che ha affermato: “Questa non è la caduta dei partiti, ma la caduta dei partiti che hanno governato con Berlusconi”. Per essere proprio sicuro, mi sono preso mezz’ora e ho fatto questa tabella con i risultati nei capoluoghi di provincia (sperando che si legga, altrimenti click sull’immagine per ingrandirla):

 

Clicca per ingrandire

Ho dimenticato di scrivere che il dato di Palermo è di 580 sezioni su 600. Inoltre – spero che si legga, altrimenti cliccate sull’immagine per ingrandirla – la scritta su Palermo ricorda che nel 2007 la lista civica di appoggio al candidato sindaco era per Leoluca Orlando, dell’Italia dei Valori, e che è arrivata all’8,7%, mentre nel 2012 quella in appoggio a Ferrandelli (Pd) è arrivata al 6,2%. Se si tiene conto che all’epoca l’Idv non raggiunse nemmeno il 3% avendo il proprio candidato, si può ragionevolmente sostenere come il tracollo del Pd in città sia anche dovuto, oggi, a) alla presenza di un altro candidato di centrosinistra molto forte (di nuovo Orlando, ma stavolta contro), b) alla presenza di una lista civica che ha drenato i voti del Pd così come all’epoca li drenò all’Idv, c) o meglio ancora corollario del primo punto, la vicinanza passata di Ferrandelli alla giunta Lombardo, non popolarissima tra gli elettori di centrosinistra che quindi avranno preferito, compresi quelli del Pd, dirottare parte dei propri voti altrove. Questo ragionamento invece non spiega completamente il crollo di Genova, il –10,7%, dove la lista di appoggio a un candidato vicino a SEL può aver preso solo parte dei voti del Pd, che nel 2007, in assenza di una lista per Marta Vincenzi, superò abbondantemente il 30%. Un punto a cui dare un’occhiata è quello dei candidati della lista del sindaco: se sono candidati “forti” del Pd, spiegherebbero molto, altrimenti no. Diciamo quindi che in una delle due città c’è un problema: nonostante la teoria di cui sopra, credo che il Pd abbia avuto sì qualche difficoltà sì a Genova (e il M5s sarà quindi andato forte forse perché, oltre a drenare i voti in uscita da destra come ovunque, ha colpito, seppur poco a mio avviso, anche a sinistra), ma soprattutto ne abbia incontrate a Palermo a seguito del travagliato appoggio in regione alla giunta Lombardo e alle discusse primarie di qualche settimana fa.

Per il resto, tolto il singolo problema palermitano, si vede come a livello di percentuali il Pd tenga: guadagna o perde cifre attorno al 5%, con una leggera prevalenza delle città in cui perde. Nel 2007, è vero, si era nel pieno dell’impopolarissimo governo Prodi, ma è anche vero che da lì a un anno si sarebbe avuto quel 33,1% delle politiche 2008 che è ancora oggi uno dei migliori risultati nella breve storia del Pd; oggi, tra crisi economica e dei partiti, si può invece dire che a dispetto dei propri maggiori concorrenti al centro e a destra, il Pd abbia tenuto, e bene. Con questi dati e con l’attuale legge elettorale, la cosiddetta foto di Vasto raggiunge con una certa tranquillità la maggioranza in entrambe le camere, mentre i partiti che nell’ultimo decennio hanno sostenuto i governi di Silvio Berlusconi sono fortemente ridimensionati.

Più che crisi di partiti, direi che è una crisi dei partiti del centrodestra. Nonostante tutti i guai, il centrosinistra tiene e questo potrebbe spingerlo a chiedere le elezioni, anche se sembra per ora che sia dalle parti del PdL che ci sia più voglia di staccare la spina al governo dei tecnici. Io, fossi, in Bersani, continuerei sulla linea sostenuta finora. Forse funziona.


Aggiornamento del 9 maggio 2012: Segnalo l’analisi del prof. D’Alimonte sul sito del Centro Italiano Studi Elettorali, che mostra come lo smottamento dal 2008 ad oggi sia stato quasi tutto a destra. C.v.d.

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